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Perugia, ospedale e università in lutto: è morto il luminare della psichiatria Roberto Quartesan

Comunità scientifica e mondo dell’assistenza sanitaria sono in lutto per la scomparsa di Roberto Quartesan, ricercatore di fama internazionale, per molti anni alla guida di strutture di Psichiatria di aziende sanitarie territoriali e dal 2005 dell’Azienda Ospedaliera di Perugia. Specializzatosi, dopo la laurea, in neurologia e psichiatria, il Professor Quartesan, ordinario di Psichiatria, è stato Direttore dell’Unità di Degenza Ospedaliera Psichiatrica –SPDC presso l’Azienda Ospedaliera di Perugia, nonché della Scuola di Specializzazione in Psichiatria presso l’Università degli Studi di Perugia.
Membro dell’Associazione Ricerche Psicologia Analitica, dell’Advisory Board Società Italiana di Psicopatologia, del Comitato Scientifico della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Comunicativa di Roma, dell’Advisory Board della Rivista Psichiatria e Psicoterapia Analitica, della Group Analytic Society of London; è stato autore di volumi e di oltre 300 pubblicazioni sul tema della psichiatria, nonché uno dei principali sostenitori del trasferimento della struttura di Psichiatria presso il polo unico ospedaliero Santa Maria della Misericordia di Sant’Andrea delle Fratte. Da tre anni aveva lasciato il servizio di Direttore della Struttura Complessa di egenza psichiatrica, trasferita all’interno del S. Maria della Misericordia dal 2011, trasferimento per il quale lo stimato professionista molto si era battuto per garantire una migliore assistenza ai pazienti. Nonostante il pensionamento il prof. Quartesan aveva continuato a mantenere stretti rapporti  di collaborazione con i medici che si erano formati alla sua scuola, che ora  ricoprono ruoli importanti in ambito di assistenza ai pazienti psichiatrici e che durante i funerali, cosi lo hanno ricordato:

“È stato il nostro leader, nel senso più completo del termine. Ci ha sempre incoraggiati, stimolati, messi nelle migliori condizioni per raggiungere i nostri obiettivi. Se un capo spesso incute paura, Roberto, il nostro leader, ha sempre infuso entusiasmo. Quell’entusiasmo che lo ha sempre contraddistinto e che ci ha spinto a fare di più, ad apprendere di più, a sognare di più. Con lui e grazie a lui abbiamo sognato ma anche vissuto una psichiatria migliore. Ci ha insegnato a lavorare e a essere sempre presenti, attenti ai nostri pazienti, vigili e lucidi senza mai abbassare la guardia. Non riusciamo ancora a crederci, e ci illudiamo che possa trattarsi di uno scherzo, fatto apposta nel giorno il cui la Juve ha festeggiato lo scudetto contro la sua Fiorentina. Guai a dare questa soddisfazione alla vecchia signora, meglio inscenare tutto questo. Uno scherzo, dunque, o forse un tentativo per vederci insieme, uniti come una volta in una delle riunioni del giovedì che tanto amava. In cui discutevamo di tutto, dai casi clinici al DSM 5, dalla fenomenologia alla psicodinamica, dalla psichiatria forense a Basaglia. Momenti di crescita, di arricchimento culturale e spirituale, di discussione creativa. Un viaggio nella psichiatria con il professore  era un po’ come un viaggio in noi stessi. Una introspezione raffinata per smussare angoli del nostro carattere, della nostra personalità. Roberto amava creare, e dal nulla ha creato noi. Ha preso tanti individui e ne ha fatto un gruppo coeso e compatto. Noi faremo di tutto per non deluderlo, per onorarlo lungo il cammino dell’esistenza, certi che in qualsiasi momento buio, attraverso qualunque selva oscura, sarà pronto, così come Virgilio con Dante, a tenderci la mano e a guidarci come ha sempre fatto. E adesso, caro Roberto, speriamo possa raggiungerti il nostro pensiero leale, corretto e sincero. Come te, che prima di essere stato nostro maestro, sei stato un uomo leale, corretto e sincero. Un grande uomo”.

Patrizia Moretti

Segretario SIP Umbria