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Nuovi paradigmi per la definizione dei percorsi di cura da attivare nei dipartimenti di salute mentale

pescaraPescara
Presidio Ospedaliero Santo Spirito

12 dicembre 2015

Il Piano Nazionale di Azioni per la Salute Mentale (PANSM), approvato dalla Conferenza Stato Regioni nella seduta del 24 gennaio 2013, fermo restando l’assetto dipartimentale dei servizi di salute mentale, propone una riorganizzazione dei medesimi, funzionale all’adozione di una metodologia fondata sulla necessità di lavorare per progetti di intervento, specifici e differenziati, sulla base della valutazione dei bisogno delle persone e della implementazione di percorsi di cura; ciò implicando un approccio sistemico da parte delle equipe, rispetto a modalità di lavoro segmentali. Nell’ambito di questa cultura dell’assistenza in salute mentale, sancita tra l’altro dalla Conferenza Stato Regioni del 13 Novembre 2014, emerge sempre più la necessità di una condivisione, tra tutte le parti in causa, delle buone pratiche e della messa a punto di strumenti di gestione clinica che possano consentire di definire standard assistenziali e garantire qualità ai processi ed agli esiti. I percorsi di cura, definiti anche come percorsi diagnostici terapeutici assistenziali (PDTA), semplici o complessi che siano, costituiti da singoli processi assistenziali, possono fornire ai pazienti interventi di provata efficacia, che mantengano l’utente al centro dell’attenzione, utilizzino l’integrazione multiprofessionale nell’esercizio di pratiche basate sull’EBM ed il miglioramento continuo della qualità. La necessità di rendere l’utente “attore principale” del proprio percorso di cura e di mantenere costante l’interesse sulla sua soddisfazione e sul suo benessere deve orientare i servizi ad utilizzare gli strumenti della condivisione e della  integrazione anche all’interno dell’equipe multidisciplinare, anche al fine di migliorare la cultura organizzativa dei servizi e rendere possibile una maggiore soddisfazione anche degli operatori.

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