“Non c’è salute senza salute mentale”.
Questo l’assunto che nel documento è svolto e articolato in una serie di punti che toccano l’attualità viva: dalla crisi economica con la conseguente trasformazione dei sistemi, al problema dei pazienti autori di reato e della legislazione in materia; dai DSM che devono rinnovarsi in una logica di integrazione, alla necessità di proporre una progettualità reale alle politiche nazionali e regionali. Il positivo contributo culturale e sociale che la SIP oggi può portare al paese si collega con la sua natura di società scientifica che accoglie la sfida del tempo e sa quindi cambiare, restando fedele alla passione per la clinica, la formazione e la ricerca nel campo della psichiatria, che se da un lato si spalanca alle neuroscienze, dall’altro si radica nello studio della psicopatologia e nello sviluppo della relazione di cura con le persone. Oggi, più che mai,abbiamo dati scientifici forti per poter affermare che non c’è salute, lavoro, futuro senza salute mentale.







